Iscrizione al portale STRIMS (Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti)

Gent.mi soci,

vi informiamo che un emendamento al decreto milleproroghe approvato di recente in Parlamento ha disposto lo spostamento dal 27 febbraio 2022 al 31 marzo 2023 dell’obbligo di registrazione e comunicazione.

Troverete il documento nella sezione “Documenti e comunicazioni” della pagina “Documenti riservati”.

Decreto MilleProroghe: le principali novità

Gent.mi soci,

vi informiamo che il nuovo documento relativo al decreto “MilleProroghe” è consultabile nell’area riservata SOCI ASIO nella sezione “Documenti e Comunicazioni”.

La finanziaria 2022: novità dal punto di vista fiscale | Prima parte

Cari Soci,

come ben sapete il 2022 ha apportato novità anche dal punto di vista fiscale.

Per poterle rendere facilmente intercettabili, il nostro consulente fiscale ha realizzato un documento di pronta consultazione, dove avrete accesso ad informazioni relative alle novità su:

  1. Irpef e nuove aliquote.
  2. Detrazioni.
  3. Irap.
  4. Agevolazioni Prima casa per gli under 36.
  5. Detrazioni locazioni under 31.
  6. Contributo spese sanitarie studenti fuori sede.
  7. Sostegno del turismo, spettacolo e automobile.
  8. Bonus acqua potabile.
  9. Carta cultura 18enni.
  10. Termine di pagamento cartelle.

Il documento è consultabile nell’area riservata SOCI ASIO nella sezione “Documenti e Comunicazioni”.

Corso ASO – Convenzione per i soci ASIO

Cari Soci,
ASIO propone una convenzione con un Istituto di Formazione e Lavoro con sede a Napoli che eroga il Corso per ASO online.

Al termine del Corso col superamento dell’esame finale presso verrà rilasciato un Attestato di qualifica convalidato dalla Regione Campania Settore Formazione Professionale, valido ai sensi dell’art. 6 D.L.gs. 16/01/2013 n° 13 (Ex legge 845/78 Art. 14,) spendibile su tutto il territorio nazionale ed europeo.

COSTO DEL CORSO IN CONVENZIONE per gli associati ASIO pari a

  • Euro 1.000,00 (IVA esente) per residenti in Campania
  • Euro 1.200,00 (IVA esente) per residenti in altre regioni italiane

Per maggiori dettagli visionare il documento in area riservata.

INTERVISTA AD UTE SCHNEIDER

A pochi giorni dalle prossime elezioni della Società Italiana di Ortodonzia (SIDO), che si terranno sabato 13 Novembre in occasione del 52 Congresso SIDO, abbiamo voluto conoscere meglio e farvi conoscere uno dei candidati alla Presidenza 2024, la dottoressa Ute Schneider.

Specialista in ortodonzia, già Presidente dell’Accademia Italiana di Ortodonzia (AIdOR) e dell’Angle East, Ute vive e lavora a Bolzano dove, insieme al marito Lorenz, ha fondato e conduce uno studio interamente dedicato all’ortodonzia.

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Proroga scadenza Assistente Studio Odontoiatrico

L’evoluzione della figura dell’Assistente alla Poltrona ha assistito ad una progressiva rivisitazione normativa che trova le sue origini nel 2018. Da allora è partito un periodo transitorio della durata di 24 mesi terminando nell’aprile 2020. Ora, anche a causa dell’emergenza Covid tutt’ora in corso, si è deciso di posticipare l’originaria scadenza al 21 aprile 2021 per permettere agli Studi Odontoiatrici di adeguare il proprio organico.
Già nel 2018, tramite il Dpcm del 09/02/2018, si è deciso di regolamentare la figura di un apposito operatore denominato, all’epoca “Assistente alla Poltrona”. Tale figura si identifica come quel lavoratore che assiste l’opera del medico-dentista nell’effettuazione degli interventi sui pazienti. Questa figura non va confusa con il classico infermiere o l’addetto alla segreteria bensì si identificava (e di fatto si identifica tutt’ora) in quel soggetto che, ad esempio, predispone la strumentazione per l’intervento sul paziente, assiste il dentista nel durante e si assicura delle dovute procedure igieniche pre e post-operatorie.
Con l’emanazione del Dpcm e la successiva conversione in Legge, la Conferenza Stato-Regioni definì i termini dell’accordo contenente l’individuazione del profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (Aso) e la disciplina della relativa formazione. In questo modo nacque appunto una figura professionale quale operatore in possesso di un titolo abilitativo conseguito a seguito della frequenza di uno specifico corso di formazione della durata di 800 ore realizzato da ciascuna regione con competenza, e validità, nel proprio territorio.
L’art. 13 del Decreto al c. 1 e 2 definì un periodo transitorio di 24 mesi, decorrente dall’entrata in vigore del decreto e con originaria scadenza al 06/04/2020. Durante questo periodo transitorio era permessa la conversione o comunque l’assunzione dei “vecchi” Assistenti alla Poltrona nella nuova figura professionale dell’A.s.o. a patto che, alla data di assunzione, il lavoratore potesse vantare il possesso di almeno 36 mesi lavorativi, anche non consecutivi, svolti negli ultimi 5 anni antecedenti l’entrata in vigore del medesimo D.p.c.m. anche se non in possesso di un titolo abilitativo. Nel calcolo dei 36 mesi rientrano sia i periodi svolti con contratto di apprendistato, sia effettuati in somministrazione.
Per coloro invece che, sempre alla data di entrata in vigore del decreto, si trovavano in costanza di rapporto di lavoro (ovvero erano già assunti) con inquadramento contrattuale di Assistente alla Poltrona e non possedevano la prevista anzianità nella mansione, potevano essere qualificati come A.s.o. senza titolo purchè i datori di lavoro si adoperino affinché gli stessi acquisiscano la
Scadenza ASO_ASIO News 3/2021 pag. 1
qualifica professionale entro 36 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Nel caso di nuove assunzioni intercorse durante il periodo transitorio il termine per acquisire il titolo è di 36 mesi dalla data di assunzione
In sintesi, le fattispecie che si possono verificare durante il periodo transitorio sono essenzialmente tre:

  1. Lavoratore in possesso dei 36 mesi lavorativi nei 5 anni precedenti l’entrata in vigore del Dpcm: Conversione da Assistente alla Poltrona in Assistente di Studio Odontoiatrico senza necessità di conseguire il titolo abilitativo oppure nuova assunzione direttamente come A.s.o.;
  2. Lavoratore che alla data di entrata in vigore del Decreto sia già occupato con qualifica di Assistente alla Poltrona e non in possesso dei 36 mesi lavorativi precedenti: Qualifica di Assistente di Studio Odontoiatrico con obbligo di conseguire il titolo abilitativo entro i 36 mesi dall’entrata in vigore del decreto e quindi entro e non oltre il 6 aprile 2021;
  3. Lavoratore neo-assunto nel periodo transitorio e non in possesso dei 36 mesi lavorativi precedenti: Qualifica di Assistente di Studio Odontoiatrico con obbligo di conseguire il titolo abilitativo entro 36 mesi dalla data di assunzione (esempio: assunzione il 01/01/2020, obbligo di conseguire il titolo entro il 31/12/2022).

Queste erano le regole prima dell’Emergenza Sanitaria.
Con lo stato di emergenza tutt’ora in corso, la Conferenza Stato Regioni, durante una riunione straordinaria, ha deciso di prorogare al 2021 i termini previsti dall’Art.13 del DPCM del 9 febbraio 2018 posticipando quindi il termine ultimo di assunzione al 20 aprile 2021.
In tale occasione è quindi stato previsto lo slittamento di un anno del termine entro il quale si può assumere nuovo personale privo dell’apposito titolo ma con l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di provvedere affinché gli stessi riescano ad acquisire la qualifica ASO entro 36 mesi dalla data di assunzione.
Questa proroga permetterà di completare la riforma prevista dal Dpcm per quanto riguarda la qualifica A.s.o.

Formazione obbligatoria ASO

Sebbene ci sia stata la proroga di assunzioni di personale ASO non ancora qualificato all’aprile 2021 e lo slittamento del termine per conseguire la qualifica professionale per i neo-assunti nel periodo transitorio, ritenendo l’argomento importante e in considerazione anche dei tempi necessari per la realizzazione di detti corsi, abbiamo stipulato un Agreement con un Ente di Formazione Accreditato dalla regione Campania per la realizzazione di Corsi ASO in convenzione per il personale di studio dei Nostri Soci con modalità altamente convenienti. Si allega descrizione del Corso.
Per qualsiasi informazione in merito riferirsi alla segreteria ASIO all’indirizzo segreteria@asio-online.it

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Installazione deI Pos e detraibilità delle spese mediche

L’art. 23 del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124 aveva previsto – a decorrere dal 1° luglio 2020 – che, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento (carte di debito e carte di credito), da parte di un soggetto obbligato, si applicasse nei confronti del medesimo soggetto una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Tuttavia, in sede di conversione con legge 19 dicembre 2019, n. 157, la disposizione in esame (l’art. 23), è stata soppressa.

Attualmente rimane quindi in vigore la normativa precedente: il possesso del POS (Point Of Sale) è obbligatorio ma se il soggetto non lo possiede non incorre in sanzioni, motivo per cui molti hanno deciso, per il momento, di non installare il POS (rectius, non accettare i pagamenti con carta di credito/debito), anche per risparmiare sui costi di gestione. Tuttavia, una delle novità più importanti della Legge di Bilancio 2020 – quella che riguarda la detraibilità dalla dichiarazione dei redditi delle spese mediche – condizionerà, inevitabilmente, la scelta delle modalità di pagamento delle prestazioni sanitarie da parte dei pazienti e, conseguentemente, “obbligherà” i medici ad installare il POS e ad accettare i pagamenti con carta di credito/debito (nonostante i costi di gestione).

Esattamente, la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), con il comma 679, art. 1, ha introdotto l’obbligo di utilizzare un metodo di pagamento tracciabile al fine del riconoscimento della detrazione del 19% degli oneri indicati nell’art. 15, TUIR e in altre disposizioni. Il successivo comma 680 individua alcune eccezioni a tale regola. Il nuovo obbligo opera per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020. Il testo della disposizione circoscrive quindi l’obbligo di utilizzare un metodo di pagamento tracciabile a tutti gli oneri: – per cui è prevista la detrazione del 19%; – indicati all’art. 15, TUIR e in altre disposizioni.

L’obbligo non opera quindi, ad esempio, per le spese deducibili previste dall’art. 10, TUIR (salvo che non sia già contemplato dalla norma, come accade, ad esempio per la maggior parte delle erogazioni liberali). Anche con riguardo alle detrazioni, la disposizione non si applica alle spese per cui è possibile beneficiare: – di una percentuale di recupero diversa dal 19% (si tratta, in genere, di quegli oneri per cui è già richiesta la tracciabilità del versamento); – una detrazione di tipo forfetario (ad esempio per i canoni di locazione). Si tratta di un obbligo che, se non rispettato, preclude il riconoscimento della detrazione.

La detrazione IRPEF del 19% degli oneri di cui all’art. 15, TUIR, è riconosciuta quindi soltanto se la spesa è sostenuta mediante sistemi di pagamento tracciabili, quali: – bonifici bancari o postali; – carte di debito, di credito e prepagate; – assegni bancari e circolari.

È esclusa la detrazione nel caso di pagamento in contanti. Il comma 680, art. 1, Legge di Bilancio 2020, tuttavia, ammette la possibilità di pagare con strumenti non tracciabili (contanti), senza il venir meno del beneficio: – i medicinali e i dispositivi medici; – le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Il nuovo obbligo di tracciabilità non si applica pertanto all’acquisto di: – medicinali (si ritiene che sia da intendere nella più ampia accezione, che comprende farmaci “da banco”, anche omeopatici, preparazioni galeniche e ticket sanitari; tuttavia, poiché la norma individua la categoria generica dei “medicinali”, al loro interno si ritiene possano essere ricompresi anche i medicinali o farmaci veterinari, anche se con una recente Circolare, Federfarma ha comunicato che sono attualmente in corso approfondimenti per quanto riguarda l’acquisto dei farmaci veterinari, per i quali è stata chiesta un’interpretazione “estensiva” della disposizione derogatoria ai Ministeri competenti); – dispositivi medici: prodotti, apparecchiature e strumentazioni che rientrano nella definizione di “dispositivo medico”, che sono dichiarati conformi con certificazioni/attestati di conformità e che riportano la marchiatura CE, in base alle direttive europee di settore; – prestazioni sanitarie che siano rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN (possono essere ricomprese tutte le prestazioni sanitarie detraibili, purché esse siano eseguite in una struttura pubblica o, comunque, in una struttura privata accreditata al Sistema sanitario nazionale). Si noti che le spese mediche non comprese nell’elenco di cui sopra rimangono soggette al nuovo obbligo di tracciabilità. Si pensi, ad esempio, ai seguenti casi: – prestazioni rese da liberi professionisti sanitari che esercitano privatamente non in strutture accreditate al SSN; – prestazioni sanitarie rese in strutture non accreditate al SSN; – prestazioni di assistenza generica per il soggetto disabile (o anche specifica, se prestata al di fuori dell’ambito del SSN); – spese per la deambulazione, locomozione e sollevamento e i sussidi tecnici e informatici per facilitare l’autosufficienza del soggetto disabile, a meno che non si tratti di dispositivi medici; – acquisto di autoveicoli per il soggetto disabile; – acquisto dei cani guida. Dall’analisi del disposto normativo emerge infatti che per tutte queste categorie opera l’obbligo di pagamento con modalità tracciabili ai fini della detrazione.

La norma dispone che, per l’esonero dall’obbligo di tracciabilità del pagamento, la struttura in cui è resa la prestazione sanitaria debba essere pubblica oppure privata accreditata al Servizio sanitario nazionale. Dal tenore letterale della norma, non è richiesto che la prestazione sia effettuata nell’ambito del SSN (e quindi accedendo con ricetta medica). Sembra quindi che il contribuente che si rivolge ad una struttura accreditata, fruendo di una prestazione al di fuori dell’ambito del SSN, non sia obbligato ad utilizzare un metodo di pagamento tracciabile.

Dott. Avv. Angelo Parente Consigliere ODCEC Caserta